Observando este blog alguém poderia perguntar, "porque tanta atenção à Síria?"

Simples:
- é o maior ataque físico contra a cristandade nos últimos tempos (incluindo o Iraque);
- é o maior risco de eclosão de uma nova guerra mundial (e de fato, com o planejado ataque dos EUA contra Síria, impedido pela Russia, os EUA mudaram de planos e agora desestabilizam diretamente a Ucrania, quintal da Rússia);
- é um dos últimos países que resistem contra uma nova ordem mundial sem Deus (http://nonpossumus-vcr.blogspot.com.br/2014/01/comentario-eleison-numero-cccxxxix-339.html );
- é notavelmente um dos pontos (junto agora com Ucrânia e Gaza) de maiores pecados contra o Oitavo Mandamento, por parte da maioria da mídia (pecado grave que coloca em risco a salvação de muitos jornalistas).
Nota - os textos em itálico acima foram incluídos em 15/8/14.


terça-feira, 5 de junho de 2018

Russia continua aliada da Síria, mas de Israel também

A enlouquecedora paciência dos russos - Por que a Rússia não revida quando atacada?

https://blogdoalok.blogspot.com/2018/06/a-enlouquecedora-paciencia-dos-russos.html

Image result for russia syria israel

"A Síria derrubar mísseis israelenses e atacando israelenses em território sírio no Golan foi novo desenvolvimento, uma escalada, e escaladas são sempre más. Entregar o sistema S-300 aos sírios, teria dado à Síria capacidade para derrubar qualquer coisa em todo o espaço aéreo de Israel; dado que os sírios já escalaram, dar-lhes capacidade para escalar ainda mais não parece acertado."

sexta-feira, 11 de maio de 2018

A Síria será abandonada por todos

Relembrando esta nossa antiga e triste postagem.
http://oitavomandamento.blogspot.se/2013/08/a-siria-sera-abandonada-por-todos.html

Não teria razão o grande livro "Complô contra a Igreja"?




"Moscow’s passive involvement in these “containment” measures is a real game-changer and dramatically alters the strategic dynamics of the “Israeli”-Iranian proxy war in Syria, making it more likely than not that the odds will decisively shift in Tel Aviv’s favor with time unless Damascus “cuts a deal” and freezes the state of affairs before it gets any worse than it already is."

http://www.eurasiafuture.com/2018/05/11/could-it-be-any-clearer-russia-is-urging-syria-to-compromise-now/


sexta-feira, 23 de março de 2018

Chiamare le cose con il loro nome, è questo l'inizio della pace


domenica 4 marzo 2018

Lettera aperta delle Monache siriane: Chiamare le cose con il loro nome, è questo l'inizio della pace



Quando taceranno le armi ? E quando tacerà tanto giornalismo di parte ?
Noi che in Siria ci viviamo, siamo davvero stanchi, nauseati da questa indignazione generale che si leva a bacchetta per condannare chi difende la propria vita e la propria terra.
Più volte in questi mesi siamo andati a Damasco; siamo andati dopo che le bombe dei ribelli avevano fatto strage in una scuola, eravamo lì anche pochi giorni fa, il giorno dopo che erano caduti, lanciati dal Goutha, 90 missili sulla parte governativa della città. Abbiamo ascoltato i racconti dei bambini , la paura di uscire di casa e andare a scuola, il terrore di dover vedere ancora i loro compagni di classe saltare per aria, o saltare loro stessi, bambini che non riescono a dormire la notte, per la paura che un missile arrivi sul loro tetto. Paura, lacrime, sangue, morte. Non sono anche questi bambini degni della nostra attenzione?
Perché l’opinione pubblica non ha battuto ciglio, perché nessuno si è indignato, perché non sono stati lanciati appelli umanitari o altro per questi innocenti? E perché solo e soltanto quando il Governo siriano interviene, suscitando gratitudine nei cittadini siriani che si sentono difesi da tanto orrore (come abbiamo constatato e ci raccontano), ci si indigna per la ferocia della guerra?
Certo, anche quando l’esercito siriano bombarda ci sono donne, bambini, civili, feriti o morti. E anche per loro preghiamo. Non solo i civili: preghiamo anche per i jihadisti, perché ogni uomo che sceglie il male è un figlio perduto, è un mistero nascosto nel cuore di Dio. Ed è a Dio che si deve lasciare il giudizio, Lui che non vuole la morte del peccatore, ma che si converta e viva.

Ma questo non significa che non si debbano chiamare le cose con il loro nome. E non si può confondere chi attacca con chi si difende.
A Damasco, è dalla zona del Goutha che sono cominciati gli attacchi verso i civili che abitano nella parte controllata dal governo, e non viceversa. Lo stesso Goutha dove - occorre ricordarlo ? – i civili che non appoggiavano i jihadisti sono stati messi in gabbie di ferro: uomini, donne, esposti all’aperto e usati come scudi umani. Goutha: il quartiere dove oggi i civili che vogliono scappare, e rifugiarsi nella parte governativa, approfittando dalla tregua concessa, sono presi di mira dai cecchini dei ribelli…
Perché questa cecità dell’Occidente? Come è possibile che chi informa, anche in ambito ecclesiale, sia così unilaterale?

La guerra è brutta, oh sì, sì se è brutta! Non venitelo a raccontare ai siriani, che da sette anni se la sono vista portare in casa… Ma non si può scandalizzarsi per la brutalità della guerra e tacere su chi la guerra l’ha voluta e la vuole ancora oggi, sui Governi che hanno riversato in Siria in questi anni le loro armi sempre più potenti, le loro intelligence... per non parlare dei mercenari lasciati deliberatamente entrare in Siria facendoli passare dai Paesi confinanti (tanti che poi sono diventati Isis, va ricordato all’Occidente, che almeno questa sigla sa cosa significa). Tacere sui Governi che da questa guerra hanno guadagnato e guadagnano. Basta vedere che fine hanno fatto i più importanti pozzi petroliferi siriani. Ma questo è solo un dettaglio, c’è molto più importante in gioco.
La guerra è brutta. Ma non siamo ancora arrivati alla meta, là dove il lupo e l’agnello dimoreranno insieme, e per chi è credente bisogna ricordare che la Chiesa non condanna la legittima difesa; e se anche non si augura certamente il ricorso alle armi e alla guerra, la fede non condanna chi difende la propria patria, la propria famiglia, neppure la propria vita. Si può scegliere la non-violenza, fino a morirne. Ma è una scelta personale, che può mettere in gioco solo la vita di chi lo sceglie, non si può certo chiederlo ad una nazione intera, a un intero popolo.

Nessun uomo che abbia un minimo di umanità vera, può augurarsi la guerra. Ma oggi dire alla Siria, al governo siriano, di non difendere la sua nazione è contro ogni giustizia : troppo spesso è solo un modo per facilitare il compito di quanti vogliono depredare il Paese, fare strage del suo popolo, come accaduto in questi lunghi anni nei quali le tregue sono servite soprattutto per riarmare i ribelli, e i corridoi umanitari per far entrare nuove armi e nuovi mercenari.. e come non ricordare quali atrocità sono accadute in questi anni nelle zone controllate dai jihadisti? violenze, esecuzioni sommarie, stupri… i racconti rilasciati da chi alla fine è riuscito a scappare ?

In queste settimane ci hanno fatto leggere un articolo veramente incredibile: tante parole per far passare in fondo una sola tesi, e cioè che tutte le Chiese di Oriente sono solo serve del potere…per convenienza… Qualche bella frase ad effetto, tipo la riverenza di Vescovi e Cristiani verso il Satrapo Siriano…un modo per delegittimare qualunque appello della Chiesa siriana che faccia intravedere l’altro lato della medaglia, quella di cui non si parla.
Aldilà di ogni inutile difesa e polemica, facciamo un ragionamento semplice, a partire da una considerazione. E cioè che Cristo - che conosce bene il cuore dell’uomo, e cioè sa che il bene e il male coabitano in ciascuno di noi, vuole che i suoi siano lievito nella pasta, cioè quella presenza che a poco a poco, dall’interno, fa crescere una situazione e la orienta verso la verità e il bene. La sostiene dove è da sostenere, la cambia dove è da cambiare. Con coraggio, senza doppiezze, ma dall’interno. Gesù non ha assecondato i figli del tuono, che invocavano un fuoco di punizione .
Certo che la corruzione c’è nella politica siriana (come in tutti i Paesi del mondo) e c’è il peccato nella Chiesa (come in tutte le Chiese, come tante volte il Papa ha lamentato)
Ma, appellandoci al buon senso di tutti, anche non credenti : qual è l’alternativa reale che l’Occidente invoca per la Siria? Lo Stato islamico, la sharia? Questo in nome della libertà e la democrazia del popolo siriano? Ma non fateci ridere, anzi, non fateci piangere…

Ma se pensate che in ogni caso non sia mai lecito scendere a compromessi, allora per coerenza vi ricordiamo, solo per fare un piccolo esempio, che non potreste fare benzina 'senza compromessi coi poteri forti', dato che la maggior parte delle compagnie ha comprato petrolio a basso costo dall’Isis, attraverso il ponte della Turchia: così quando percorrete qualche chilometro in auto, lo fate anche grazie alla morte di qualcuno a cui questo petrolio è stato rubato, consumando il gasolio che doveva scaldare la casa di qualche bambino in Siria..
Se proprio volete portare la democrazia nel mondo, assicuratevi della vostra libertà dalle satrapie dell’Occidente, e preoccupatevi della vostra coerenza, prima di intervenire su quella degli altri..

Non ultimo, non si può non dire che dovrebbe suscitare almeno qualche sospetto il fatto che se un cristiano o un musulmano denuncia le atrocità dei gruppi jihadisti è fatto passare sotto silenzio, non trova che una rara eco mediatica, per rivoli marginali, mentre chi critica il governo siriano guadagna le prime pagine dei grandi media.. Qualcuno ricorda forse l’intervista o un intervento di un Vescovo siriano su qualche giornale importante dell’Occidente? Si può non essere d’accordo, evidentemente, ma una vera informazione suppone differenti punti di vista.

Del resto, chi parla di una interessata riverenza della Chiesa siriana verso il presidente Assad come di una difesa degli interessi miopi dei cristiani, dimostra di non conoscere la Siria, perché in questa terra cristiani e musulmani vivono insieme. E’ stata solo questa guerra a ferire in molte parti la convivenza, ma nelle zone messe in sicurezza dall’esercito ( a differenza di quelle controllate dagli 'altri') si vive ancora insieme. Con profonde ferite da ricucire, oggi purtroppo anche con molta fatica a perdonare, ma comunque insieme. E il bene è il bene per tutti: ne sono testimonianza le tante opere di carità, soccorso, sviluppo gestite da cristiani e musulmani insieme.
Certo, questo lo sa chi qui ci vive, pur in mezzo a tante contraddizioni, non chi scrive da dietro una scrivania, con tanti stereotipi di opposizione tra cristiani e musulmani.

Liberaci Signore dalla guerra…e liberaci dalla mala stampa…”.
Con tutto il rispetto per i giornalisti che cercano davvero di comprendere le situazioni, ed informarci veramente. Ma non saranno certo loro ad aversene a male per quanto scriviamo…

Le sorelle Trappiste in Siria

quinta-feira, 19 de outubro de 2017

PUTIN FALA




"Quando tudo no mundo ao nosso redor está sendo virado de cabeça para baixo, não deve nos surpreender encontrar o Papa falando como um político comunista e o líder da Rússia falando como um papa católico."


http://borboletasaoluar.blogspot.com.br/2017/10/comentarios-eleison-putin-fala.html

sábado, 16 de setembro de 2017

As obras musicais prediletas de Carlos Nougué

Por Carlos Nougué

Uma vez mais, por favor: sem discussão; e uma vez mais se trata de lista sem ordem precisa e quase sem explicações. 
Observação: a música litúrgica é para ser ouvida nas igrejas, nas missas. Não pode reduzir-se a um divertimento doméstico. É música consagrada. Inversamente, a música profana, ainda a religiosa não litúrgica, não deveria entrar nas igrejas.
 – Em tempo: sempre posso ter esquecido algo na lista, que por isso sempre pode ser acrescentada.

1) Toda a música litúrgica dos ritos bizantinos ou orientais.
2) Todos os cantos planos (ou cantochões, ou gregorianos) tradicionais.
3) Toda a obra de Palestrina, tanto a polifônica litúrgica como seus "Madrigais Espirituais".
4) A obra litúrgica de Lassus.
5) As “Vésperas da Virgem” de Monteverdi e sua “Missa in illo tempore” (polifônica e litúrgica).
6) O “Te Deum”, o “Magnificat” e a “Messe per l’Assomption” de Marc-Antoine Charpentier.
7) Todas as peças fúnebres de Henry Purcell.
8) O “Stabat Mater” e o “Salve Regina” de Pergolesi.
9) O “Crucifixus” e o “Magnificat” de Antonio Lotti.
10) “Estro poético-armonico”, de Benedeto Marcello.
11) “Concerto in re min. per oboe e archi”, de Benedetto Marcello.
12) Os 12 “Concerti Grossi” de Arcangelo Corelli.
13) O “Estro armonico” de Antonio Vivaldi.
14) A “Messe pour les convents”, a “Messe pour les paroisses”, as “Leçons de Ténèbres” e as “Pièces pour le clavecin” de François Couperin.
15) Toda a obra religiosa (não litúrgica) de Michel-Richard Delalande.
16) As “Pièces pour le clavecin” de Rameau.
17) Quase todos os Oratórios de Händel, além de muitas de suas peças religiosas, de seus “Concertos Grossos”, de seus “Concertos para Órgão e Orquestra” e de suas peças para cravo.
18) Os “Ricercari” e os Livros de Tocatas de Frescobaldi.
19) Toda a obra litúrgica e quase toda a obra restante de William Byrd.
20) Toda a imensa obra de Johann Sebastian Bach (com a ressalva de que algumas das letras de suas Cantatas e de outras formas de música religiosa ou são heréticas ou, digamos, “heretizantes”), com destaque (fosse possível) para a "Missa [católica] em Si menor". É o maior gênio musical de todos os tempos.
21) Os “Quartetos op. 33” e muitos outros de Haydn, além de muita outra música sua: quase todas as “Sinfonias londrinas”, o sublime “As Sete Palavras de Cristo na Cruz” e o “Stabat Mater”, algumas poucas Missas, suas numerosas “Sonatas para piano”, seus belíssimos “Trios para piano” e seus “Quintetos”, o “Concerto para Violoncelo e Orquestra em Si bemol maior”.
22) Toda a obra religiosa exponencial do brasileiro (mineiro) José Joaquim Emerico Lobo de Mesquita.
23) Toda a produção religiosa do Pe. José Maurício Nunes Garcia, especialmente a anterior à chegada de Marcos de Portugal à corte de D. João VI.
24) As óperas “Alceste” e “Orfeo ed Euridice”, de Gluck.
25) O “Requiem”, a “Grande Missa em Dó menor” e o “Ave Verum Corpus” de Wolfgang Amadeus Mozart, além de muita outra música sua: boa parte das “Sonatas para Piano”, as últimas 16 Sinfonias, os “Concertos para Violino e Orquestra”, os insuperáveis “Concertos para Piano e Orquestra”, muitos de seus “Quartetos”, o “Concerto para Oboé em Dó maior”, etc., excluídas especialmente as óperas (naturalmente, de grande competência musical, mas ou maçônicas ou eróticas).
26) A “Missa solemnis” e os “Concertos para Piano e Orquestra” de Beethoven, além de sua grande contribuição técnica para o desenvolvimento da forma sinfônica.
27) A “Oitava” e a “Nona Sinfonia” de Franz Schubert, além de suas Missas, de muitíssimas de suas peças de câmara (Trios, Quartetos, Quintetos), de algumas de suas sonatas e de muitos de seus Lieder (com a ressalva de que não raro suas letras são românticas, demasiado românticas...).
28) Os “Noturnos” de Chopin.
29) O “Stabat Mater”, o “Requiem” e as Missas de Antonín Dvořák, todos magistrais, além de sua “Sinfonia n. 9”, de suas “Danças Eslavas”, do “Quinteto para Piano e Cordas em Lá maior” e do “Trio para Piano e Cordas em Mi menor”.
30) O admirável oratório “Christus” de Liszt, além de outras peças religiosas, de seus "Années de Pèlerinage" e de muitas de suas transcrições para piano.
31) As “Sinfonias 2, 3 e 4” (especialmente a 2) de Brahms, além de suas “Variações sobre um Tema de Haydn, op. 56”, de suas “Variações Händel op. 24” e de suas “Variações sobre um Tema de Paganini op. 35”.
32) As “Vésperas” de Rachmaninov.
33) Os oratórios “Paulus” e “Elijah” de Felix Mendelssohn.
34) Toda a obra de Anton Bruckner, tanto a religiosa como a sinfônica. Se Bach foi o maior gênio musical de todos os tempos, as 9 Sinfonias de Bruckner são o ápice mesmo da música orquestral.
35) A “Segunda”, a “Terceira” e a “Quarta Sinfonia” de Mahler.
36) As 3 Sinfonias e o “Requiem” de Richard Wetz.
37) As 4 Sinfonias, o exponencial “O Livro dos Sete Selos” e alguma música de câmara de Franz Schmidt.
38) A “Primeira” e a “Segunda Sinfonia” de Egon Wellesz.
39) As 6 Sinfonias de Erkki Melartin.
40) A “Terceira”, a “Sétima” e a “Oitava Sinfonia” de Einojuhani Rautavaara.
41) Os oratórios “Alexandre Nevski” e “Ivã, o Terrível”, de Prokofiev, além da “Dança dos Cavaleiros”, de seu balé “Romeu e Julieta”.
42) A “Valsa n. 2” e o “Prelúdio para Dois Violoncelos” de Shostakovich.
44) “Koyaanisqatsi”, “Mishima” e “Concerto Fantasia para Tímpanos”, de Philip Glass.
45) Os organísticos “Six Pièces”, “Trois Pièces” e “Trois Chorals” de César Franck, além da “Messe solennelle op.12”, da estupenda “Sinfonia em Ré menor”, do “Quarteto para Cordas em Ré maior”, do inspiradíssimo “Prélude, Chorale et Fugue”, do “Prélude, Fugue et Variation”, da “Sonata para Violino e Piano em Lá maior”, e de algumas outras.
46) O “Requiem” de Fauré, além de “Cântico a Jean Racine”, de “Après un Rêve” e de sua “Pavane”.
46) As 10 “Symphonies pour orgue”, “Bach’s Memento”, a “Suite Latine” e as “Trois Nouvelles Pièces op. 87” de Charles-Marie Widor.
47) Quase toda a obra de Arvo Pärt depois de 1971, muito especialmente suas peças corais.
48) A música para cinema de Miklós Rózsa e de Bernard Herrmann.
49) Toda a obra (sempre litúrgica) de Tomás Luis de Victoria.
50) As "Valsas de Esquina" e os "Choros" de Francisco Mignone.
51) Os "Prelúdios para Violão" e as "Bachianas" de Heitor Villa-Lobos.
52) Quase toda a admirável obra religiosa de Jan Dismas Zelenka.

http://borboletasaoluar.blogspot.com.br/2017/09/as-obras-musicais-prediletas-de-carlos.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed:+blogspot/xdiPp+(Borboletas+ao+Luar)

sexta-feira, 15 de setembro de 2017

Bischof Richard Williamson - Toleranz, Feminimus, Islamisierung


La importancia de la conversión de Rusia

"La importancia de la conversión de Rusia es evidente. Después de haber dispersado por todo el mundo los errores del materialismo ateo, Rusia está destinada a reparar los males por ella realizados, a los que se suman los males difundidos por los países liberales de Europa y de América."



http://nonpossumus-vcr.blogspot.com.br/2017/09/mons-tomas-de-aquino-osb-la-voz-de_14.html

sábado, 17 de junho de 2017

'Perchè filosofare oggi?' Lez. 1 a cura del dott. Mauro Stenico

Contenuti: 
-Introduzione al corso: perché filosofare oggi?; 
-Le parti della filosofia; 
-Esortazione al pensiero filosofico

segunda-feira, 5 de junho de 2017

ALERTA A TODOS OS QUE LUTAM PELA VIDA E CONTRA O ABORTO.

Padre Rodrigo Maria
[URGENTE - VOTE SIM] ALERTA A TODOS OS QUE LUTAM PELA VIDA E CONTRA O ABORTO.
Acesse: https://www12.senado.leg.br/ecidadania/visualizacaomateria…
Está sendo feita uma consulta pública a cerca de uma lei (PEC 29/2015), de autoria do Senador Magno Malta e outros, que protege a vida desde a concepção e fecha as portas para o crime do aborto.
Vamos todos votar SIM apoiando o projeto e compartilhar com todos os nossos contatos para que façam o mesmo. Que ninguém cometa o pecado da omissão nessa luta. A vida de muitos depende de nosso empenho.
ACESSE O LINK ABAIXO, VOTE NA OPÇÃO "SIM" E COMPARTILHE PARA TODOS SEUS CONTATOS SOLICITANDO PARA VOTAREM A FAVOR DA VIDA. PRECISAMOS REAGIR!!!

quarta-feira, 2 de novembro de 2016

Fátima e a Rússia de Putin, ou quando se faz imperioso um “parece”

Quanto à Rússia de Putin, se por falta de meios não podemos propriamente valer-nos dela, é todavia com toda a propriedade que devemos alegrar-nos por cada ato seu em prol da lei natural: porque cada ato seu com este fim impede multidão de ofensas graves a Deus e à glória que lhe devemos.          

http://www.estudostomistas.com.br/2016/10/fatima-e-russia-de-putin-ou-quando-se.html?m=1

quarta-feira, 21 de setembro de 2016

Terceira Guerra Mundial?

"Como ya hemos dicho muchas veces, el aspecto principal de esta temporada política no son las elecciones, sino la guerra. Pero si las elecciones tienen alguna importancia, esto es en los EE.UU., donde, una vez más, están estrechamente vinculadas con la guerra. Hace dos días, el sábado, 17 de septiembre, la probabilidad de esta guerra era impresionantemente alta. Como sabemos, las tropas estadounidenses, a las que nadie invitó a Siria, bombardearon las posiciones del ejército sirio en Deir ez-Zor. Como resultado del bombardeo, 60 soldados sirios murieron.
Este ataque fue extremadamente importante para los militantes ISIS, a quienes los EE.UU. está asesorando y armado informalmente, mientras supuestamente lucha contra ellos. Esto cruzó la línea. Bombardear soldados sirios es una cosa, pero esto significa declarar la guerra no sólo contra Siria, sino también contra Rusia, que lucha en Siria de parte de Assad. Y esto significa que hemos llegado a un punto culminante.
Sin duda, el liderazgo de Estados Unidos informó de inmediato que el ataque aéreo era un error y que advirtió a los rusos, pero no expresó ninguna emoción. Pero los estadounidenses sólo pueden estar mintiendo, ya que la moderna tecnología permite a los satélites ver los objetos desde un escritorio. En teoría, los bombarderos estadounidenses no podrían haberse confundido simplemente en tal ataque. Y lo que es más importante: si le hubiesen dicho que se estaban preparando para bombardearle, y no dijo nada, entonces ¿significa que usted está de acuerdo?
Es completamente obvio que los EE.UU. se disponen a comenzar una guerra contra Rusia. Los incidentes fronterizos representan operaciones de reconocimiento. Pero, ¿cómo van a reaccionar Moscú, Putin y el Kremlin? El punto de no retorno aún no se ha cruzado, pero la reacción de Moscú ¿no pone de manifiesto cuán listos están los rusos para una confrontación directa, frontal con los EE.UU. y la OTAN? Esta fue la razón de que el ataque aéreo fuera lanzado contra las posiciones del ejército sirio.
El liderazgo globalista de Estados Unidos, obviamente, no puede dominar el mundo entero y, lo que es más, la amenaza planteada por Trump pone su control sobre la propia América en tela de juicio. Ahora, mientras que el títere Obama todavía está en la presidencia y la candidata globalista Hillary Clinton se está desmoronando frente a los ojos de los votantes estadounidenses, es la última oportunidad para iniciar una guerra. Esto les permitiría posponer las elecciones u obligar a Trump, si llegara a ganar, a comenzar su presidencia en condiciones catastróficas. Por lo tanto, los neoconservadores y los globalistas estadounidenses necesitan la guerra. Y rápido, antes de que sea demasiado tarde. Si Trump se mete en la Casa Blanca, entonces habrá paz, entonces no habrá tal guerra, al menos en el futuro previsible. Y esto sería el fin de la omnipotencia de las maníacas élites globalistas.
Por lo tanto, todo en este momento es muy, muy serio. Los ideólogos de la OTAN y los globalistas cayendo en el abismo necesitan la guerra en este momento, antes de las elecciones estadounidenses. Guerra contra nosotros. No tanto por la victoria, sino por el propio proceso. Esta es la única manera para ellos de prolongar su dominio y desvíar la atención de los estadounidenses y de todo el mundo de su interminable serie de fracasos y crímenes. El juego de los globalistas ha sido revelado. Muy pronto, van a tener que abandonar el poder y presentarse ante los tribunales. Sólo la guerra puede salvar su situación.
Pero ¿qué pasa con nosotros? No necesitamos la guerra. Ahora no, mañana no, nunca. Nunca en la historia hemos necesitado guerra. Sin embargo, constantemente hemos luchado y, de hecho, casi nunca hemos perdido. El coste supone pérdidas terribles y esfuerzos colosales, pero ganamos. Y siempre vamos a ganar. Si esto no fuera así, entonces hoy no tendríamos un país tan enorme libre del control extranjero.
Pero en este caso, tenemos que comprar tanto tiempo que sea posible. Los estadounidenses en esencia han atacado nuestras posiciones, al igual que los georgianos en Tsjinvali en agosto de 2008. Los rusos están bajo el fuego, y esto no puede ser ignorado. Nuestra reacción es extremadamente prudente y equilibrada. Hemos expresado lo que pensamos de este acto de agresión estadounidense, pero en términos muy deliberados.
La fatalidad de la situación radica en que, si Washington decide optar por la guerra ahora, entonces no podemos evitarlo. Si insisten y repiten la situación del 17 de septiembre otra vez, entonces, vamos a tener que aceptar el desafío e ir a la guerra, o a sabiendas admitir la derrota.
En esta situación, el resultado de la lucha por la paz que está, como siempre, totalmente en nuestros intereses, no depende de nosotros. Realmente necesitamos la paz, para ganar tiempo hasta el 8 de noviembre y entonces todo será mucho más fácil. Pero ¿nos lo permitirá esta vez el coloso que está colapsando?
Mis mejores deseos, ha estado viendo Dugin’s Guideline sobre la guerra que se acerca rápidamente.
Dios no permita que esto suceda. Pero aquellos que podían rezar, rezaron en la víspera de la Primera y de la Segunda Guerra Mundial. En cualquier caso, nuestro objetivo es siempre y únicamente la victoria. Nuestra victoria.
Los estadounidenses bombardean a nuestros chicos. Una tercera guerra mundial nunca ha estado tan cerca."


Estratégia para salvar a Síria

                                                                         Produzido por Dialplus. Em 20 de Setembro de 2016.

"A Síria se transformou em um festival macabro comandado por grandes empresários da indústria de gás e petróleo, que atualmente estão em disputa pelo mercado europeu, e também pelos recursos naturais do Iraque e da Líbia.

Se a Rússia tiver alguma compaixão (que eu não acredito) pelas vidas dos sírios (pois não teve com as vidas de russos no leste da Ucrânia), ela ainda pode salvar a Síria.

Eis então a Estratégia:

1) Eliminar terroristas é muito fácil, pois são pit bulls (tem massa cinzenta fraca), e ainda mais para o porte da Rússia. Então não será a prioridade nesse momento.
2) A Rússia tem equipamentos (de guerra rádio eletrônica) top de linha que interfere no controle de aeronaves. Com esses equipamentos, e mais sistemas de mísseis a Rússia facilmente fecha o espaço aéreo sobre a pequena Síria.
3) Fechar a fronteiras terrestres, algo que ela deveria ter feito também, desde o início.
4) Bloquear todo o sistema de comunicação sobre o território sírio. E sem exceção.
5) Bombardear e destruir de uma forma assustadora os pontos de suporte aos terroristas. Nessa operação serão eliminados os agentes das diversas Agências de Inteligência que estão dando suporte aos terroristas, e ainda, forças especiais e militares (a serviço do crime).
6) E agora os terroristas estão sós (isolados), sem contato interno e externo, sem suporte, desalojado, e fora de casa. Então é o momento para as forças pro-Síria começarem a faxina.
7) O que deve ser feito quando for entrar um comboio de ajuda humanitária no território da Síria? Até um macaco sabe disso. Protegê-lo contra os inimigos. Se não proteger o que vai acontecer? Ele pode até ser destruído, mas, pior ainda é a chance dele ser vítima de um ataque de falsa bandeira, com objetivo de ser explorado na mídia.
8) Por que não se deve deixar outras nações ajudarem? Para evitar sabotagem, como o recente ataque aéreo sobre o exército sírio, que deixou pelo menos 62 soldados mortos.

Durante todo esse tempo da Rússia na Síria, ela não fez nada certo, e ocasionou a morte de milhões de pessoas. E ainda, o Putin convidava nações para participar desse festival macabro.

Por que a Rússia evitou fazer o correto desde o início?

A estratégia é simples. E a Rússia tem condições de combater quadrilhas.

Nós defendemos muito o presidente Vladimir Putin, e os nossos vídeos estão aí para quem quiser verificar. Hoje, diante das atrapalhadas, não temos mais fé em seu governo, e ainda, desconfio que possa ser um bom agente, mas, duplo, pois errou em todos os cantos. Não digo dentro da Rússia, mas, no Iraque, na Líbia, na Síria, e na Ucrânia (não desfez o golpe norte-americano). Já um polígrafo (detector de mentiras) pode tirar a prova dos nove, embora, sei que há pessoas que conseguem driblar o polígrafo. Esse é um assunto que eu não gostaria de ter levantado aqui, em respeito ao povo russo e seus descendentes. Mas, não vi outra opção."

https://www.youtube.com/watch?v=8wRNr9CIYrI




OU TALVEZ A RÚSSIA CONTINUE COM O PAPEL DA UNIÃO SOVIÉTICA, JUNTO AOS PAÍSES ÁRABES QUE SÃO INIMIGOS DE ISRAEL:



http://oitavomandamento.blogspot.com/2013/06/ajuda-menos-eficaz-aos-inimigos-de.html

domingo, 19 de junho de 2016

Complot Contra la Iglesia

Un libro que todos los Católicos deben leer, quienes desean defender a la Iglesia contra el Islam, la Masonería y el Comunismo, ahora Globalismo, es Complot Contra la Iglesia por Maurice Pinay. 
 -  Dom Richard Williamson



http://nonpossumus-vcr.blogspot.be/2016/06/comentario-eleison-numero-cdlxvi-466-18.html


sexta-feira, 4 de março de 2016

O triste destino da Europa de hoje

saa-daraa-20160206

SAA-Dara-20,160,206

Atingimos a “redde rationem” (prestação de contas) na Síria?

Atualmente os eventos dominando o palco mundo são aqueles que vêm da Síria, onde após cinco anos de guerra parece que nos prepararamos ao redde rationem final entre a Turquia e a Rússia em campo sírio.

A Síria, apesar da agressão dos milicianos do ISIS (apoiada pelos EUA, Arábia Saudita e Turquia) continua a resistir, especialmente graças ao apoio económico e militar que a Rússia de Putin lhe deu  (junto com o Irã, o Hezbollah do Líbano e curdos iraquianos e sírios), caso contrário teria caído como Iraque, Líbia, Tunísia e Egito.

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Cenas de alegria por parte da população síria nas aldeias (províncias de Alepo, Dara’a e Latakia) recentemente liberadas da presença de gangues de mercenários terroristas jihadistas pelo Exército Árabe Sírio, em colaboração com a força aérea russa, as Brigadas do Hezbollah e das Forças de Defesa Nacional.

O Mundialismo contra a Rússia e Síria

A Nova Ordem Mundial quer destruir Putin e a Rússia putiniana, porque eles estão jogando uma espécie de papel de “katéchon”, ou seja "o obstáculo que detém” (São Paulo) as forças da subversão mundialista e globalizadora (Israel, EUA, Turquia e Arábia Saudita wahhabita).

A idéia de estado-nação é vista pelo nacionalismo pan-árabe em termos de libertação do jugo escravista turco-otomano e colonial-iluminista franco-britânico e foi elaborada por intelectuais árabes, seja muçulmanos que cristãos. Isso é exatamente o que fundamentalismo wahabita e salafita, financiador  do ISIS não aceita e luta com ferocidade na Síria e Iraque e Líbia e quer substituir o conceito de pátria e de "tradição secular/laica arabo/islamica" com a da revolução armada (uma espécie de “novo bolchevismo”).

O nacionalismo pan-árabe é laico e não laicista, nem fundamentalista, ou seja tentou construir o Estado como uma condição para o renascimento da cultura árabe, servindo-se da religião islâmica como o principal fator de união das diversas nações árabes e dos Estados independentes não rejeitando o apoio secundário dos cristãos, mas sem chegar a formas de islamismo radical e  fundamentalista, que quer impor acima de tudo o Islã no mundo inteiro com espada e estabelecer mundialmente a lei da sharia.

O presente conflito na Síria está sendo travado já há cinco anos, especialmente entre o islamismo radical e integralmente religioso (o wahabismo qaedista e o ISIS) contra a concepção secular (laica), nacionalista  e política de inspiração do estado árabe de inspiração islâmica (o governo de Bashar al-Assad), que se baseia o trinômio "Estado, Partido, Nação," o qual é considerado blasfemo e idolátrico pelo fundamentalismo religioso islamista  porque tenderia a divinizar a nação , o partido e a pátria , enquanto só Allah e o Alcorão são divinos para o wahabismo.

Para resumir e simplificar, sem distorções, pode-se dizer que, paradoxalmente o islamismo fundamentalista faz o islamismo globalista do e anti-árabe para estabelecer a sharia ou lei corânica universal e global, já que contesta o Estado árabe/islâmico. É por isso que o mundialismo ou a globalização da Nova Ordem Mundial judaico-americanista vai de acordo com o wahabismo e o financia de cima, sem que a baixa mão de obra dos rebeldes armados o saibam.


Putin tornou-se  agora para a grande mídia o neo-Hitler, o neo-Saddam, o neo-Kadafi ou o neo-Assad a ser eliminado. Começa com a manipulação do pensamento (Putin já estaria enlouquecendo) por meio na imprensa, televisão e rádio para terminar com uma condenação capital pública e exemplar (como aconteceu com Saddam e Kadafi).

(continua...)


domingo, 21 de fevereiro de 2016

Quem é Dom Tomás de Aquino Ferreira da Costa, nosso novo Bispo: um testemunho

Carlos Nougué
(professor laico da Casa de Estudos Santo Anselmo,
do Mosteiro da Santa Cruz)

Miguel Ferreira da Costa nasceu no Rio de Janeiro, Brasil, em 1954. Até a Faculdade de Advocacia, fez seus estudos no Colégio de São Bento do Rio de Janeiro, onde tive a oportunidade de ser por um breve tempo seu colega de classe. Fez parte do movimento tradicionalista e antimodernista organizado em torno de Gustavo Corção e da revista Permanência; teve início então sua vida de “fiel guerreiro da guerra pós-conciliar pela Fé”, como escreve Dom Williamson.Começou, como dito, a cursar Advocacia, mas abandonou-a para tornar-se monge beneditino, com o nome de Tomás de Aquino, no mosteiro francês do Barroux, que tinha então por superior a Dom Gérard; e foi ordenado sacerdote em 1980, em Êcone, por Dom Marcel Lefebvre. Pôde então privar da amizade, do exemplo, dos ensinamentos do fundador da FSSPX.
Veio ao Brasil com um grupo de monges do Barroux para fundar o Mosteiro da Santa Cruz, em Nova Friburgo, Rio de Janeiro/Brasil. Nesse ínterim, porém, Dom Gérard, contra a instância de Dom Lefebvre, marchou para um acordo com a Roma conciliar, contra o que se opôs também Dom Tomás de Aquino. A separação foi então inevitável. O Mosteiro da Santa Cruz, com total apoio e incentivo de Dom Lefebvre, tornou-se assim independente, ainda que amigo da FSSPX. Com efeito, escreveu pouco mais ou menos Dom Lefebvre a Dom Tomás em carta que tive o privilégio de ler: O senhor deve reverência e consulta aos bispos da FSSPX, mas estes não têm jurisdição sobre o senhor, que, como prior do Mosteiro, há de ter autonomia.
Mas foi-se tornando difícil a relação de Dom Tomás e seu Mosteiro com a FSSPX, sobretudo com a aproximação desta à Roma neomodernista. Quando Bento XVI publicou seu Motu proprio sobre o “rito extraordinário”, Dom Tomás de Aquino negou-se a cantar na Missa de domingo o Te Deum pedido por Dom Fellay para comemorar o documento papal, e, especialmente pela “suspensão das excomunhões” pelo mesmo papa, escreveu Dom Tomás a Dom Fellay uma carta em que dizia que não seguiria seus passos rumo a um acordo com a Roma conciliar. Um tempo depois, aparecem no Mosteiro (sou testemunha presencial disto) Dom de Galarreta e o Padre Bouchacourt para dizer a Dom Tomás que ele teria quinze dias para deixá-lo; se não o fizesse, o Mosteiro deixaria de receber ajuda e sacramentos (incluído o da ordem) da FSSPX.
Escrevi a Dom Fellay para queixar-me de tal injustiça, e recebi por resposta o seguinte: “O problema de Dom Tomás é mental. Enquanto não deixar o Mosteiro, este não receberá nossa ajuda”. Respondi-lhe: “Devo ter eu também o mesmo problema mental, porque convivo há doze anos com Dom Tomás e nunca o percebi nele”. Tratava-se em verdade de algo similar ao stalinismo e seus hospitais psiquiátricos para opositores.
Hesitou então Dom Tomás: se deixasse o Mosteiro, seria a ruína deste com respeito à Fé; se porém permanecesse, privá-lo-ia de toda a ajuda de que necessitava. Foi então que veio em seu socorro Dom Williamson: o nosso Bispo inglês escreveu uma carta a Dom Tomás em que assegurava ao Mosteiro todos os sacramentos; poderia assim Dom Tomás permanecer nele. Foi o suficiente para que todos aqui reagíssemos: foi o começo do que hoje se conhece por Resistência, e que teve por órgão primeiro a página web chamada SPES, hoje desativada por ter cumprido já o papel a que se destinava. O Mosteiro passou a ser então centro de acolhimento para os sacerdotes que, querendo deixar a FSSPX pela traição de seus superiores, hesitavam porém em sair justo por não ter onde viver fora dela. Foi o lugar da sagração de Dom Faure, e será agora o lugar da sagração do mesmo Dom Tomás de Aquino Ferreira da Costa, meu pai espiritual e o amigo mais entranhável que Deus me poderia haver dado. Sim, sou filho seu e do Mosteiro da Santa Cruz, e foi aqui, neste cantinho do céu, que pude sentir pela primeira vez o tão agradável odor da santidade.  

http://www.estudostomistas.com.br/2016/02/quem-e-dom-tomas-de-aquino-ferreira-da.html